lunedì 15 febbraio 2016

VILLA GIULIA, GLI ETRUSCHI TROVANO CASA NEL RINASCIMENTO




La misteriosa cultura di uno dei popoli più affascinanti della storia svela i propri segreti in uno scrigno d'eccezione. Il Museo Nazionale Etrusco e il palazzo che lo ospita, Villa Giulia, costituiscono insieme un unico mosaico d'arte, splendore nello splendore.
Un luogo unico al mondo per vivere l'esperienza dei secoli, siano essi rappresentati da ciò che è protetto all'interno di teche o esposto nelle gallerie, oppure al di fuori dei percorsi tematici, come l'apparato decorativo della villa, gli affreschi, lo stupendo ninfeo.
Dall'VI secolo a.c. al Rinascimento, dal profilo evocativo dei celebri sposi immortalati sull'opera simbolo non solo del Museo, ma della stessa civiltà etrusca, agli affreschi del portico ad emiciclo di Pietro Venale da Imola. Senza dimenticare il primo "Teatro d'Acque" di Roma, caratteristica peculiare del palazzo e capolavoro d'ingegno e fantasia non meno importante dei tesori esposti nelle sale.
Il museo di Villa Giulia, oltreché meta irrinunciabile per chiunque voglia comprendere la cultura etrusca ed arricchirsi intellettualmente, è un baluardo di conservazione e preservazione di ricchezze archeologiche in una terra, il Lazio in generale e la Provincia di Viterbo in particolare, flagellata dal commercio illegale di opere d'arte.
Una visita a quelle sale, quindi, vale anche come testimonianza di solidarietà a chi si spende per consentire a tutti di godere di tale meraviglie.    


Il Sarcofago degli Sposi da Cerveteri, (VI secolo a.C.)

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