martedì 8 ottobre 2013

CARAVAGGIO, SANSOVINO E LE VERGINI DEL POPOLO




La Madonna dello scandalo e quella della fertilità si guardano da cinquecento anni nella splendida basilica rinascimentale di S. Agostino, nel rione capitolino di S. Eustachio. Curiosamente a pochi passi l'una dall'altra, la scultura di Jacopo Sansovino e il dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, costituiscono i simboli al contempo artistici e religiosi di quel luogo di culto ricco di storia e fascino sorto nel 1483 per dare una casa adeguata alle esigenze dei frati agostiniani.
La Madonna del Parto di Jacopo Tatti, detto il Sansovino, si rivela al visitatore appena varcata la soglia d'ingresso della chiesa, sulla destra. Un capolavoro marmoreo da sempre venerato dalle partorienti d'ogni epoca, i cui ex voto campeggiano tutt'intorno all'opera, circondandola totalmente.
A pochi metri in direzione della navata sinistra si trova la Cappella Cavalletti, al centro della quale campeggia la Madonna di Loreto, meglio conosciuta come la Madonna dei Pellegrini, dipinta dal Caravaggio tra il 1604 e il 1606. Una bella donna che tiene in braccio Gesù Bambino e due pellegrini inginocchiati dinanzi a lei. Un dipinto che fece scandalo per la scelta dell'autore, che volle così tener fede alle proprie idee legate a un cattolicesimo fortemente pauperistico, di vestire la Vergine e i due pellegrini con abiti umili e lisi, evidenziando poi nei due uomini in preghiera i piedi gonfi e sporchi. Come modella per il dipinto infine, Caravaggio, scelse una prostituta, Lena, che fu anche sua amante, e che morì a ventotto anni, "appena qualche mese prima del suo pittore che", come scrisse Francesca Bonazzoli sul Corriere della Sera "l'ha posta su un altare e le ha regalato, a lei, una puttana, la dignità di una Madonna". 
La chiesa di S.Agostino è uno scrigno di emozioni e arte che non si esaurisce con le meravigliose Vergini di Sansovino e Caravaggio, ma incanta il visitatore ad ogni passo. Dalla facciata progettata da Giovan Battista Alberti, in travertino proveniente dal Colosseo, che ricorda S. Maria Novella a Firenze, all'affresco di Raffaello Sanzio raffigurante il profeta Isaia. Un gioiello quasi nascosto sul terzo pilastro sinistro della navata centrale terminato nel 1512 in concomitanza con il completamento degli affreschi nella Cappella Sistina. E in effetti i tratti di Isaia, la muscolatura e l'energia, senza dimenticare i colori, sembrano richiamare le figure michelangiolesche.
E poi S.Agostino tra S.Giovanni Battista e S. Paolo di Guercino sul primo altare della navata destra, e l'altar maggiore del Bernini, con le sue colonne lisce di marmo nero e la sua Vergine con Bambino bizantineggiante, fino alla suggestiva cappella che custodisce le spoglie di S. Monica madre di S. Agostino.
La basilica degli agostiniani rappresenta una delle tappe irrinunciabili per conoscere la Città Eterna al di fuori dei consueti itinerari turistici.



Basilica S.Agostino - Caravaggio - Madonna dei Pellegrini
   

 Basilica S.Agostino -Sansovino - Madonna del Parto