lunedì 8 agosto 2011

LA STORIA, VIVA




Straordinari tesori culturali, due perle nel cuore della Capitale. Il museo di Palazzo Braschi e quello intitolato a Giovanni Barracco sono solo due dei molti tesori artistici che la Città Eterna può vantare, inseriti all'interno di un'unica rete, quella dei Musei di Roma. Affacciati su Piazza San Pantaleo e divisi da Corso Vittorio Emanuele II, i due storici edifici sembrano guardarsi, distanti poche decine di metri l'uno dall'altro.
Palazzo Braschi ospita dal 1952 il Museo di Roma, così denominato per le vaste collezioni di opere d'arte dedicate alla storia della città dal Medioevo ai primi del Novecento. Raccoglie, tra gli altri capolavori, dipinti realizzati tra il '500 e il '700 per celebrare eventi e cerimonie religiose, sculture, busti, stampe e acquerelli, incisioni e libri antichi. Tutte opere aventi per oggetto il grande passato e le straordinarie tradizioni culturali di Roma. Al di là delle collezioni, il palazzo stesso è un gioiello d'arte, con i suoi elementi barocchi e romanici, le sale affrescate, le statue e la splendida scalinata centrale.
A breve distanza da Palazzo Braschi, sorge un'elegante palazzina rinascimentale costruita nel 1523 dal prelato bretone Thomas Le Roy, denominata Farnesina dei Baullari per la vicinanza con l'imponente palazzo Farnese e in assonanza con l'area in cui sorge, chiamata appunto del Baullari.
All'interno viene ospitato dal 1948 il museo di scultura antica Giovanni Barracco che offre al visitatore la possibilità di viaggiare con la mente attraverso i millenni, passeggiando nella quiete delle sale tra le molte, interessanti, opere d'arte, che vanno dagli assiri agli egizi, dai fenici agli etruschi, fino alla Grecia e a Roma passando per Cipro; una rarità, questa, per i musei italiani. Una collezione di immensa bellezza che il barone mecenate Giovanni Barracco donò alla Città Eterna nel 1904.
Palazzo Braschi e Museo Barracco, diamanti a portata di mano incastonati nell'anima culturale di Roma. Un cuore pulsante che sopravvive nutrendosi della sete di bellezza e arte di tutti coloro che, ammaliati dalla luce della Storia, si avventurano negli antichi edifici per ammirare opere immortali. Riscoprendo se stessi.