giovedì 2 maggio 2019

IL MITO DELL'ARPIA ALEGGIA SUL BORGO FANTASMA

Celleno, castello Orsini


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A Celleno si arriva percorrendo la strada che porta, qualche chilometro più avanti, alla più famosa Civita di Bagnoregio. Entrambi i piccoli paesi sono caratterizzati da un comune contesto geologico e paesaggistico all'insegna dell'assoluta unicità. Quelle profonde e vaste fratture, i celebri calanchi, scavate dall'acqua negli strati argillosi e sabbiosi del terreno, sovrastati dal materiale d'origine vulcanica depositatosi durante le varie fasi d'attività dell'apparato Vulsino. Un connubio peculiare che dà vita agli scorci spettacolari di cui il visitatore può godere in questa parte di Tuscia viterbese tra il Capoluogo e il lago di Bolsena.

Celleno, il Campanile di S.Donato

Celleno è sicuramente meno nota della vicina Civita di Bagnoregio ma non meno affascinante e suggestiva. Non solo dal punto di vista ambientale. Le radici storiche dell'abitato infatti affondano in profondità nei millenni e il borgo antico è testimonianza di questa complessità culturale. L'origine del nome potrebbe derivare dal termine cella, nel significato di cavità o grotta, in considerazione della natura geologica del territorio. Decisamente più evocativa, anche se meno verosimile, l'ipotesi legata al mito di Celeno, che nella mitologia greca era una delle tre figlie di Taumante ed Elettra. Lo stemma del Comune infatti riporta un'arpia su campo azzurro con le ali spiegate.

Particolare del castello Orsini

Oltre la leggenda c'è la storia del castello, appartenuto agli Orsini e fondato nel 1026. Complesso monumentale adagiato su un pianoro tufaceo in un'area dalle origini antichissime, che risalgono agli etruschi. Oggi la fortezza Orsini accoglie i curiosi con il suo spartano e ben conservato profilo. L'imponente cinta muraria è visibile anche passeggiando attorno all'ampio fossato che cinge la struttura. Di fronte al castello la chiesa di S.Carlo, fondata nel 1625 e quella di S.Donato, più in alto, oggi in stato di abbandono ma svettante con il suo campanile. Poco fuori l'abitato troviamo il convento di S.Giovanni Battista del XVII secolo, sorto su una preesistente chiesa romanica. 

Convento di S.Giovanni Battista (XVII sec.)

Celleno è un piccolo e delizioso angolo nascosto tra Viterbo e la Toscana. Un territorio baciato dallo splendore. Il segreto è scoprirlo con dovuta lentezza perché ogni angolo cela tesori inestimabili. Ogni lembo di Tuscia è una preziosa testimonianza di cultura e identità.

giovedì 28 marzo 2019

IL BORGO DEI CALANCHI CONTINUA A VIVERE SULL'ARGILLA




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Un fragile lembo di terra in perenne lotta con la propria natura cadùca sostiene da secoli l'unicità e l'indicibile bellezza di Civita di Bagnoregio. Pugno di case antiche, isola instabile minacciata da una tempesta silenziosa, quella che disgrega le rocce argillose troppo deboli per fronteggiare i colpi del vento e dell'acqua. Un destino che appariva segnato. La "Città che muore" veniva infatti definito questo piccolo gioiello della Tuscia viterbese, a due passi dalla splendida quiete del lago di Bolsena e incastonato nella famosa Valle dei Calanchi, particolari solchi sui fianchi delle friabili colline.
Quasi delle ferite inferte dall'erosione, cicatrici che tuttavia conferiscono fascino epico. Come un guerriero dopo mille battaglie. Un eroismo malincolico, titanico e sofferente allo stesso momento. L'immagine del borgo che non vuole morire rimanda a luoghi lontani, fantastici: deserti e gole arse da soli lontani. Altri continenti o libri d'autori visionari.


Civita di Bagnoregio (VT), perla della Tuscia viterbese.

Fortunatamente Civita di Bagnoregio non corre più i pericoli d'un tempo. Molti i lavori che sono stati realizzati per rinforzare l'anima delicata del colle su cui sorge il paese. I fianchi cagionevoli di quest'antica ma tenace signora sono stati consolidati ed altri interventi hanno permesso agli abitanti e ai molti estimatori di tirare un sospiro di sollievo.
I turisti possono continuare così ad ammirare un luogo onirico, in cui la natura crea mille sfumature straordinarie da cogliere con pazienza, contemplando da punti ed angolazioni diverse l'impatto della luce sulla vegetazione rada ma generosa di emozioni. Respirare i colori di quest'angolo di Tuscia è parte integrante di una visita che rimarrà nel cuore. Come tutto, del resto, del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Meravigliosa identità.


Civita di Bagnoregio (VT), perla della Tuscia viterbese.