mercoledì 6 giugno 2018

S.PRISCA, IL MITREO NELLA QUIETE DELL'AVENTINO


Mitreo di S.Prisca, particolare dello speleum, la grotta dove il Dio sarebbe nato. Qui è rappresentato un inconsueto Saturno sdraiato: il suo corpo è realizzato con anfore e stucco.


Il silenzio aiuta a capire e riflettere. Ed è molto positivo, specie quando ci si immerge nei secoli di cultura, storia e bellezza che una città come Roma sa offrire. Sono pochi però i luoghi nel centro della Città Eterna al riparo dal frastuono sguaiato della movida e del turismo di massa.
Uno è sicuramente l'Aventino, magnifico colle ricolmo di mirabilie. Un sito straordinario da visitare in quel millenario lembo di unicità è il Mitreo di S.Prisca, antichissimo luogo di culto pagano posto al di sotto dell'omonima chiesa.
Il santuario rinvenuto nel 1934 dopo una campagna di scavi è dedicato alla divinità d'origine orientale Mitra e fu costruito sopra un edificio più antico che risaliva al I secolo dopo Cristo. Per cancellare la memoria di quell'arcaica religione le cui origini si perdono nei reconditi meandri del tempo fu realizzata al di sopra del mitreo la chiesa di S.Prisca, appunto. Per fortuna il proposito non si realizzò: quella preziosa testimonianza non solo non si perse, ma venne evidenziata proprio dalla presenza dell'edificio cristiano sopra di essa. 
Avventurarsi nell'atmosfera affascinante del mitreo significa sfiorare con gli occhi il susseguirsi delle epoche storiche. Ammirare lo speleum, la grotta dove il Dio sarebbe nato, è un autentico spettacolo. Qui è rappresentato un inusuale ed ammaliante Saturno sdraiato composto da anfore e stucco. Visibili anche alcuni affreschi sulle pareti laterali dedicati ai vari gradi di iniziazione attraverso cui passavano gli adepti nel loro percorso. 
Filosofia, religione, storia e cultura si abbracciano, emanando un fascino magnetico in quest'area lontana dagli schiamazzi che spesso impediscono di comprendere il valore di tutto ciò che è Roma. L'immensa ricchezza artistica di una delle città più preziose del mondo. 

Mitreo di S.Prisca, particolare dello speleum, la grotta dove il Dio sarebbe nato. Qui è rappresentato un inconsueto Saturno sdraiato: il suo corpo è realizzato con anfore e stucco.

venerdì 18 maggio 2018

L'INCANTO DEL MONTE CHE DOMINA PESCASSEROLI


La piana di Pescasseroli dal sentiero che porta alla vetta del monte Palombo. La cittadina è sullo sfondo

L'Appennino regala sempre paesaggi e scorci indimenticabili. Come quelli che si godono dalla vetta del Monte Palombo che domina la piana di Pescasseroli, centro turistico della provincia aquilana all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Siamo nel cuore della regione e ovunque si guardi una volta giunti in cima al suggestivo "duemila" l'occhio incontra solo la maestosità delle montagne.
A seconda della stagione, poi, il verde vivido dei boschi e delle radure può unirsi al bianco della neve che resiste sui crinali e sui pianori fino a primavera inoltrata. Il silenzio e il vento regnano lassù, assieme alla serenità che l'uomo può ritrovare facendo spaziare lo sguardo oltre i picchi.
Lungo il sentiero la velocità è solo quella dei passi leggeri e la voce da ascoltare è quella del proprio respiro. Senza la frenesia che giù a valle, in città, permea le vite e le giornate. Nulla deve forzare l'equilibrio delicato del momento, di quella pausa da noi stessi. 
Vale la pena di salire in quota solo per ammirare la perfezione e l'armonia, la bellezza al contempo carezzevole e dirompente, impetuosa. L'aria decisa e fredda ci risveglia l'anima e ci scuote dal torpore dell'abitudinarietà. Vivere la natura oggi è il grande atto di ribellione ai nostri tempi aridi. Il vero anticonformismo.


I pendii del monte Palombo sono avvolti da boschi verdeggianti e rigogliosi