venerdì 18 maggio 2018

L'INCANTO DEL MONTE CHE DOMINA PESCASSEROLI


La piana di Pescasseroli dal sentiero che porta alla vetta del monte Palombo. La cittadina è sullo sfondo

L'Appennino regala sempre paesaggi e scorci indimenticabili. Come quelli che si godono dalla vetta del Monte Palombo che domina la piana di Pescasseroli, centro turistico della provincia aquilana all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Siamo nel cuore della regione e ovunque si guardi una volta giunti in cima al suggestivo "duemila" l'occhio incontra solo la maestosità delle montagne.
A seconda della stagione, poi, il verde vivido dei boschi e delle radure può unirsi al bianco della neve che resiste sui crinali e sui pianori fino a primavera inoltrata. Il silenzio e il vento regnano lassù, assieme alla serenità che l'uomo può ritrovare facendo spaziare lo sguardo oltre i picchi.
Lungo il sentiero la velocità è solo quella dei passi leggeri e la voce da ascoltare è quella del proprio respiro. Senza la frenesia che giù a valle, in città, permea le vite e le giornate. Nulla deve forzare l'equilibrio delicato del momento, di quella pausa da noi stessi. 
Vale la pena di salire in quota solo per ammirare la perfezione e l'armonia, la bellezza al contempo carezzevole e dirompente, impetuosa. L'aria decisa e fredda ci risveglia l'anima e ci scuote dal torpore dell'abitudinarietà. Vivere la natura oggi è il grande atto di ribellione ai nostri tempi aridi. Il vero anticonformismo.


I pendii del monte Palombo sono avvolti da boschi verdeggianti e rigogliosi

venerdì 27 aprile 2018

TRA TUSCIA E SABINA UN LEMBO DI LAZIO DA SCOPRIRE



S. Oreste (Monte Soratte), chiesa di S. Maria Hospitalis, affresco "La Madonna in Trono" avvicinato alla scuola di Piero della Francesca


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Ogni luogo un paesaggio sorprendente, ogni borgo un tesoro da scoprire. Il Lazio è una terra straordinariamente ricca di bellezza e storia. Roma ne è simbolo, ma non depositaria esclusiva. A due passi dalla Città Eterna infatti il visitatore può incontrare scorci meravigliosi meritevoli d'essere contemplati. 
A nord della Capitale, ad esempio, in quel lembo pregevole compreso tra la Tuscia e la Sabina lungo il cammino millenario del Tevere nel suo viaggio verso il mare, è emozionante girovagare ammirando l'inestimabile poesia della natura e della cultura.
Posti in cui è bellissimo sia tornare, proprio perché li si conosce, sia guardarli per la prima volta innamorandosene. 
Come il palazzo-castello dei Del Drago a Filacciano, il cui ingresso è preceduto da una scenografica corte di case e da un'ampia scalinata che dà accesso al borgo. Oppure l'austero profilo di Torrita Tiberina che domina la Valle del Tevere, in quel punto tutelata come riserva naturale, al pari della  vicina Nazzano e il suo mirabile castello Savelli
Fino a Civitella S.Paolo dove il fiabesco castello degli omonimi monaci, recentemente restaurato, caratterizza il centro abitato arroccato su uno sperone tufaceo immerso nel verde. Come non fermarsi infine alle pendici del Monte Soratte, terra di eremi e silenzio, specie se si arriva in cima a godere di una vista impareggiabile
Imperdibile la piccola chiesa di S.Maria Hospitalis, poco fuori dalle mura di S.Oreste, borgo all'ombra del monte. L'edificio sacro conserva rilievi carolingi e numerosi affreschi, come la meravigliosa Madonna in Trono, avvicinata alla scuola di Piero della Francesca.
Al di fuori dei classici e massificati itinerari turistici, il Lazio del nord offre moltissimo a chi sia in grado di apprezzare l'arte, la natura e la storia. D'altronde l'Italia è un Paese speciale proprio per questo: l'incanto diffuso. Ad ogni angolo. Speriamo di dimostrarci degni di tanta fortuna. 

Il Tevere visto da Torrita Tiberina. In quel punto la valle del fiume di Roma è tutelata da una riserva naturale.