mercoledì 23 novembre 2011

SUPERMARIO E IL BAZOOKA


La2-euro


Il vero mattatore dei prossimi travagliati mesi di caos sarà lui, supermario. Non Monti tuttavia, bensì Draghi. Non quel grigio burocrate accolto come messia a Palazzo Chigi e incensato acriticamente da ogni organo d'informazione. Ma l'altro grigio burocrate, armato di cannone sparasoldi.
La crisi procede tranquilla per la propria strada, e così l'Europa. Dritta verso il baratro. Di soluzioni condivise neppure l'ombra e non sembrano essere sufficienti tocco e sorriso magici del taumaturgo neopremier italiano. Il recente fallimento dell'asta per i bund tedeschi, poi, ha segnalato un cambio di ritmo del disastro. Dopo essere passati rapidamente da Piigs, acronimo che indicava Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna come Paesi europei a maggior rischio default, a Eeg, ovvero "Everyone Except Germany", "Tutti a parte la Germania", ci si evolve di nuovo. Ora nel club ci sono ufficialmente anche i tedeschi.
La politica lacrime e sangue, in procinto d'essere applicata ovunque come soluzione universale ai problemi, un po' come il salasso con le sanguisughe nella medicina antica, riscuote sempre meno successo persino nell'Italia anestetizzata dal servilismo dei media nei confronti delle nuove elite al potere. D'altra parte, è noto che il debito delle Nazioni non si estinguerebbe semplicisticamente con lo smantellamento scientifico del welfare state e con l'abolizione di diritti acquisiti. Alla fine del massacro sociale, infatti, le aste dei titoli di Stato sarebbero ancora lì a creare debito, ma a quel punto, dopo aver venduto anche l'argenteria del salotto e l'oro della nonna, non rimarrebbero neanche le macerie.
I famosi eurobond, poi, ovvero le obbligazioni comuni dell'eurozona, sono visti con favore da molti tranne che dai tedeschi che, essendo il cuore e l'anima oltre che l'economia guida del continente, si troverebbero a pagare il conto, cosa che sta già accadendo come abbiamo visto, garantendo praticamente da soli la solvibilità di tutti.
Da tempo, inoltre, si è palesata l'opzione relativa alla creazione di una fiscalità unica per tutta l'unione. Un discorso molto simile a quello proposto da George Soros alcune settimane fa sul New York Review of books e relativo all'istituzione di un governo unico dell'economia europea. Una scelta che porterebbe di fatto alla fine della sovranità delle singole Nazioni. Ipotesi affascinante per molti quest'ultima, ma infattibile per mancanza di tempo. Molti dei Piigs, e non solo loro, rischierebbero di non sopravvivere fino alla nascita del supergoverno finanziario. E poi c'è il fattore popolo, storicamente trascurato quando si tratta di fare certe scelte. Come reagirebbero i cittadini europei alla morte della democrazia?
Ci sarebbe infine la via estrema: l'uscita dalla moneta unica con l'archiviazione del controverso esperimento Euro. Ma questa, almeno per ora, non è contemplata. Le maggiori banche europee, soprattutto francesi ma anche tedesche e non solo, piene di titoli spazzatura di paesi in default e in uscita dalla moneta unica, si troverebbero in pancia, e in mano, un mucchio di carta straccia e crediti non riscossi. Fallirebbero in un istante. Senza contare che proprio la Germania, che non vuole pagare di tasca propria per salvare il sistema, non può neanche accettare l'idea della fine dell'unione monetaria. Il suo export, che vive di vendite nella zona euro, ne uscirebbe a pezzi e con esso l'intera economia teutonica.
In conclusione, tutte le economie europee sono legate insieme e contestualmente alla Germania, che non può vivere né senza né, a quanto pare, con l'euro. Per non parlare, in aggiunta, delle implicazioni globali di un eventuale collasso della moneta unica. Cina e Usa su tutti non rimarrebbero immuni da ripercussioni. Allora che si fa?
Ed è qui che si materializza supermario. La Bce inizia a stampare moneta in stile Federal Reserve, acquistando titoli degli Stati in difficoltà e assumendo le sembianze del garante di ultima istanza fermando ogni tipo di speculazione finanziaria, si spera. Stampare denaro col bazooka, appunto. Il problema del debito rimarrebbe, moltiplicato per mille, ma la resa dei conti, nel vero senso della parola, verrebbe dilazionata in là nel tempo. Nell'immediato si tirerebbe il fiato, ma nel medio termine verrebbe posta una vera e propria ipoteca sul futuro di tutti noi fino a tempi talmente lontani da non essere neppure immaginabili, come scrive spesso Massimo Fini.
Qualunque soluzione dovesse essere trovata tra qulle allo studio, la sostanza non cambierà. Le contraddizioni insite nel modello occidentale, dalla creazione ex nihilo di denaro virtuale per colmare debiti con altri debiti, alle suicide politiche di austerity che distruggono le società fino all'inseguimento di crescite economiche eterne dietro al mito demenziale del pil, esploderanno presto. Subito dopo la crisi del '29 scoppiò la seconda guerra mondiale e oggi focolai di tensione sono ovunque nel mondo: dall'Iran alla Russia passando per il Nordafrica e il Medio Oriente fino all'Afghanistan. La storia non si deve ripetere.
Per scacciare gli spettri occorre ripartire su nuove basi. Più Europa, ma una nuova Europa. Non più fondata sul debito e sulla protervia dei gran sacerdoti della finanza. Ma sul diritto e sulla democrazia. La via d'uscita è a portata di mano.

lunedì 7 novembre 2011

LE MERAVIGLIE DI VILLA TORLONIA




Un'oasi di serenità e cultura nel cuore della metropoli, un rifugio dall'incessante frastuono e dal caos in uno dei quartieri più affascinanti di Roma. Villa Torlonia si apre al visitatore in cerca di quiete e storia, di arte e natura, appagando appieno tutte queste esigenze. Passeggiare tra i capolavori del Valadier e del Caretti, di Giuseppe Jappelli e Quintiliano Raimondi, contemplando i maestosi alberi, palme, lecci, cedri e pini, che si stagliano tutt'attorno, regala grande serenità e fa volare l'immaginazione.
All'interno degli storici edifici commissionati dai Colonna, strutture ora adibite a museo e patrimonio inestimabile di tutti, è possibile gustare il silenzio e la bellezza, il fascino immortale di opere pregevoli e straordinarie.
Un'ulteriore tappa dello splendido viaggio attraverso le meraviglie della Città Eterna.