lunedì 23 dicembre 2013

L'ARTE DONATA A SE STESSA



Un museo che non è tale, senza attese o biglietti, senza rumori o caos. Solo l'arte e il silenzio per poterla apprezzare. Le sale della galleria al terzo piano di Palazzo Carpegna, sede dell'Accademia di S. Luca, perla nascosta del centro storico di Roma a due passi da quella Fontana di Trevi tanto celebre quanto vilipesa tra ambulanti e disordine, sono la rappresentazione plastica di come la cultura e la storia possano essere vissute senza l'ansia del tempo che trascorre, delle resse davanti alla biglietteria e con la rasserenante sensazione che dà il sapere che ancora oggi esistano luoghi in cui la bellezza sopravvive attraverso splendide opere donate nel corso dei secoli per puro sentimento di liberalità. Per donare all'oggi la possibilità di apprezzare quanto di nobile ci abbia lasciato il passato affinché sopravviva nel domani, dandogli un senso.
"Nata nel 1593", si legge in una nota dell'associazione Amici dell'Accademia Nazionale di S. Luca, "fu una delle prime accademie di belle arti fondata in Italia, modello di riferimento per l'Europa. La sede di Palazzo Carpegna, progettata da Francesco Borromini, custodisce opere e volumi di valore inestimabile e insieme alla chiesa dei Santi Luca e Martina, opera di Pietro da Cortona situata nel cuore del Foro Romano, fa parte del patrimonio dell'accademia. Dell'ambizioso progetto borrominiano è stato realizzato l'elegante portico, il portale dal ricco fregio e la rampa elicoidale che simboleggia l'ospitalità dell'istruzione".
Uno scrigno che raccoglie "una collezione permanente di costituita da più di 1.000 dipinti, 300 sculture, circa 5.500 disegni e una raccolta di stampe e medaglie". Le opere, non tutte esposte e molte sparse nel palazzo, dagli uffici alle sale fino alla biblioteca, si sono accumulate nel corso degli anni anche perché lo statuto dell'accademia, nata come associazione di artisti, prevedeva che i soci e i direttori lasciassero un'opera in dono per perpetuare la loro memoria ai posteri. Un dono per se stessi e per la sopravvivenza della cultura.
Da Guercino a Van Dyck, da Canova a Guido Reni, le sale dell'Accademia di S. Luca sono una coraggiosa testimonianza di quanto sia tenace la storia e quanta voglia abbia la cultura di resistere all'oblio di questi tempi.              


Palazzo Carpegna, Accademia di S. Luca - Mathieu Kessels, Discobolo in riposo