domenica 19 dicembre 2010

CARTOLINA DI NATALE

Villach, Carinzia - Centro storico


Viaggiando tra Austria, Italia e Slovenia, nello splendore di una terra divisa da confini ciechi che per molto tempo hanno artificialmente nascosto una realtà di comunanza non solo geografica ma soprattutto culturale, si scorge la poesia di una cittadina adagiata ai piedi delle montagne carinziane, a uno sguardo di distanza da Tarvisio, in italia, e da Kranjska Gora in Slovenia. In quell'area chiamata "dei tre confini", dove i paesi hanno più nomi. A volte addirittura 4, perchè all'italiano, al tedesco e allo sloveno, si aggiunge anche la traduzione friulana. Come Villach, il cui nome tedesco è posto a fianco di Villaco o Beljak, rispettivamente italiano e sloveno, senza dimenticare Vilac, in lingua friulana.
In un paesaggio da fiaba natalizia si cammina nel bianco della neve, guardando le acque del fiume Drava, vera cerniera di quel lembo d'Europa, attraversare la città nel suo cammino verso la Slovenia prima e la Croazia poi, fino a lambire l'Ungheria e la Serbia, per incontrare infine il Danubio. Si passeggia sorseggiando vin brulé per far fronte al freddo, inoltrandosi nel centro storico tra le bancarelle del mercatino di Natale e gli edifici colorati lungo la strada pedonale, prima di fermarsi a visitare la chiesa di S. Jakob con la sua imponente torre.
Tra locali tipici e vette innevate in lontananza si può riflettere intravedendo una medesima anima per molte valli e paesi sparsi al di quà e al di là dei confini, che non si cura delle bandiere nazionali vivendo oltre queste, nella terra dei tre confini e nessun confine.


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