Visualizzazione post con etichetta pietro da cortona. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pietro da cortona. Mostra tutti i post

giovedì 13 febbraio 2014

LO SGUARDO DELLE SIBILLE TRA BAROCCO E RINASCIMENTO

S. Maria della Pace, cupola


Tutte le foto

Secoli d'arte si tengono per mano e arricchiscono di storia questo angolo di Roma racchiuso, come in un abbraccio, dalla piccola piazza creata appositamente per fare da adeguata cornice al genio.
Pietro DaCortona è l’autore della facciata barocca di S. Maria della Pace, che con le sue ali concave e il suo pronao semicircolare che ricorda un palcoscenico si spinge in avanti quasi a colmare l’intero spazio della piccola piazza antistante, anch’essa opera dell’artista nato come Pietro Berrettini, tra i simboli del barocco assieme a Bernini e Borromini
S. Maria della Pace, facciata barocca

All’interno dell’edificio sacro Raffaello realizzò, nella cappella commissionata dai Chigi, il celebre affresco Sibille e Angeli, un’esplosione di emozioni e colore che ipnotizza il visitatore appena prima di scorgere, poco più in là, la cappella Cesi di Antonio Da Sangallo il giovane, adornata dalle splendide statue dei Santi Pietro e Paolo di Vincenzo De’ Rossi.

S. Maria della Pace, cappelle Chigi e Cesi

Immediatamente alle spalle della chiesa infine, si può ritrovare l’ombra di Bramante con il suo chiostro rinascimentale, una gemma seicentesca d’ispirazione classica costituita da due ordini sovrapposti.

Chiostro rinascimentale di Donato Bramante

Piazza, chiesa e chiostro, tasselli che si uniscono in un unico mosaico che vive nella storia della Capitale e in un luogo raccolto, intimo, quasi volutamente isolato dal grande flusso turistico che, nella vicina piazza Navona, velocemente passa e va senza fermarsi a capire e contemplare, silenziosamente rispettare la profondità della creazione umana che si fa afflato divino, immortale.


S. Maria della Pace, Sibille e Angeli di Raffaello

lunedì 23 dicembre 2013

L'ARTE DONATA A SE STESSA

Palazzo Carpegna, Ingresso Accademia di S. Luca - Achille Morente, Filippo Albacini


Un museo che non è tale, senza attese o biglietti, senza rumori o caos. Solo l'arte e il silenzio per poterla apprezzare. Le sale della galleria al terzo piano di Palazzo Carpegna, sede dell'Accademia di S. Luca, perla nascosta del centro storico di Roma a due passi da quella Fontana di Trevi tanto celebre quanto vilipesa tra ambulanti e disordine, sono la rappresentazione plastica di come la cultura e la storia possano essere vissute senza l'ansia del tempo che trascorre, delle resse davanti alla biglietteria e con la rasserenante sensazione che dà il sapere che ancora oggi esistano luoghi in cui la bellezza sopravvive attraverso splendide opere donate nel corso dei secoli per puro sentimento di liberalità. Per donare all'oggi la possibilità di apprezzare quanto di nobile ci abbia lasciato il passato affinché sopravviva nel domani, dandogli un senso.

Palazzo Carpegna, Accademia di S. Luca - Bertel Thorvaldsen, Le tre Grazie

"Nata nel 1593", si legge in una nota dell'associazione Amici dell'Accademia Nazionale di S. Luca, "fu una delle prime accademie di belle arti fondata in Italia, modello di riferimento per l'Europa. La sede di Palazzo Carpegna, progettata da Francesco Borromini, custodisce opere e volumi di valore inestimabile e insieme alla chiesa dei Santi Luca e Martina, opera di Pietro da Cortona situata nel cuore del Foro Romano, fa parte del patrimonio dell'accademia. Dell'ambizioso progetto borrominiano è stato realizzato l'elegante portico, il portale dal ricco fregio e la rampa elicoidale che simboleggia l'ospitalità dell'istruzione".

Palazzo Carpegna, Accademia di S. Luca - Sala dei Paesaggi

Uno scrigno che raccoglie "una collezione permanente di costituita da più di 1.000 dipinti, 300 sculture, circa 5.500 disegni e una raccolta di stampe e medaglie". Le opere, non tutte esposte e molte sparse nel palazzo, dagli uffici alle sale fino alla biblioteca, si sono accumulate nel corso degli anni anche perché lo statuto dell'accademia, nata come associazione di artisti, prevedeva che i soci e i direttori lasciassero un'opera in dono per perpetuare la loro memoria ai posteri. Un dono per se stessi e per la sopravvivenza della cultura.
Da Guercino a Van Dyck, da Canova a Guido Reni, le sale dell'Accademia di S. Luca sono una coraggiosa testimonianza di quanto sia tenace la storia e quanta voglia abbia la cultura di resistere all'oblio di questi tempi.              


Palazzo Carpegna, Accademia di S. Luca - Mathieu Kessels, Discobolo in riposo