lunedì 16 maggio 2022

IL CRISTO SVELATO DALLA GUERRA BENEDICE DALLA ROCCIA DI COTTANELLO

Affresco in stile bizantino del Cristo benedicente (XII sec.) su un trono gemmato affiancato dai 12 Apostoli. L'opera nell'Eremo di S. Cataldo a Cottanello (RI) venne alla luce solo nel 1944 quando i tedeschi in ritirata fecero saltare un ponte nelle vicinanze. L'esplosione danneggiò un affresco più recente che copriva quello più antico del Redentore.

 

La Sabina custodisce innumerevoli tesori. Una terra di fascino, storia e natura. Come a Cottanello, ameno borgo immerso nel verde e nel silenzio tra gli uliveti e i fitti boschi dei monti reatini. Una meta perfetta per una gita all'insegna della cultura e dell'avventura. Senza dimenticare le delizie enogastronomiche, non meno interessanti e meritevoli dei luoghi d'arte.
Il piccolo centro è grazioso e ben tenuto. Visibili le opere di recupero e ristrutturazione che hanno reso maggiormente accoglienti vicoli e palazzi. Una passeggiata interessante con lo sguardo del visitatore che spazia tutt'attorno. I passi conducono allora in direzione del vero fiore all'occhiello dell'area: quell'Eremo di S. Cataldo incastonato nella parete calcarea, in un punto da cui si gode una vista unica sulla stretta vallata ai piedi del colle su cui sorge il paese.

Cottanello vista dall'Eremo di S. Cataldo


Un luogo sacro le cui origini si fanno risalire al X secolo, quando i monaci benedettini lo utilizzarono come rifugio. Dedicato a S. Cataldo vescovo di Rochau e Taranto vissuto nel VII secolo d.c. l'eremo è caratterizzato da una piccola cappella dominata da un affresco del XII secolo in stile bizantino. L'opera rappresenta un Cristo benedicente su di un trono gemmato attorniato dai dodici Apostoli, sei dei quali riconoscibili grazie ad elementi caratterizzanti, come le chiavi per S.Pietro. Sulla gamba destra del Cristo è visibile un TAU, forse disegnato dallo stesso S. Francesco quando tra il 1217 e il 1223 sostò a Cottanello.

Eremo di S. Cataldo ( X secolo) a Cottanello (RI), incastonato nella parete calcarea


L'affresco del Redentore venne alla luce solo nel 1944, quando le truppe tedesche in ritirata fecero saltare un ponticello sottostante la chiesa. L'eremo resistette ma l'esplosione danneggiò l'affresco più recente, una veduta di Cottanello del XVII secolo, che celava quello molto più antico del Cristo benedicente. La violenza della guerra quindi, paradossalmente svelò un tesoro nascosto da secoli. A quei giorni drammatici risale anche il celebre voto. È il 10 maggio 1944, festa di San Cataldo. Gli abitanti di Cottanello sono terrorizzati dalla guerra. Nell'oratorio si celebra una messa nel corso della quale viene preso un impegno solenne: gli abitanti si asterranno del mangiare carne ogni vigilia della festa del Santo se il paese e le campagne saranno risparmiate dalle distruzioni. E così fu.

Eremo di S. Cataldo, il campanile a vela che ospita una campana settecentesca in bronzo


All'interno della cappella sono inoltre visibili altri affreschi realizzati tra il XV e il XVII secolo, che raffigurano santi vescovi e due Madonne con Bambino, mentre la volta a crociera è arricchita da scene tratte dalla Genesi, come il peccato originale e la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre. Una nota merita sicuramente il campanile a vela che ospita una campana settecentesca in bronzo. Il cardinale Orsini nella sua visita pastorale avvenuta nel 1781, vide da vicino la struttra e annotò le parole Iesus Maria, ovvero parte della scritta situata sull'orlo superiore.

Affreschi di santi vescovi all'interno della cappella nell'eremo di S. Cataldo


Dopo aver soddisfatto lo spirito e la voglia di conoscenza è il momento di assaporare anche le delizie enogastronomiche locali. Storia e cultura di un territorio, infatti, non sono solo gli splendidi luoghi d'arte e gli scorci paesaggistici che rimangono nella memoria, ma anche le antiche ricette che si tramandano di generazione in generazione, e i prodotti tipici figli della terra in cui ci si trova. Identità da gustare.
A Cottanello come nel resto della Sabina, del Lazio e d'Italia. Nutrimento per lo spirito e per il corpo. Tanto sapere e sapore. Tanta bellezza da vivere.

Affresco del Cristo benedicente sovrastato dalla volta a crociera decorata con scene tratte dalla Genesi, il peccato originale e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre. In basso a sinistra una Madonna con Bambino (XV secolo)


martedì 7 dicembre 2021

FORTEZZE E CATTEDRALI NELLA TERRA DEI SABINI

Fortezza di Rocchettine (XIII sec.) particolare del torrione est costruito edificato presumibilmente all'epoca dei Savelli nel XVI secolo.


Nei fiammeggianti colori dell'autunno i pendii del reatino si regalano agli sguardi in una veste speciale. Un caleidoscopio che esplora ogni sfumatura di rosso e marrone, fino all'arancione e al giallo e che non stanca mai gli occhi in contemplazione di tale spettacolo. Luoghi in cui la natura incanta e l'eredità culturale dei secoli trova adeguata cornice.

Rocchette (RI)


Come a Torri in Sabina, nel cui territorio si trovano immersi nel verde e nel silenzio tesori magnifici che emanano la magia della storia: le due fortezze gemelle di Rocchette e Rocchettine, poste a guardia del fiume Laia e dell'omonima gola e l'abbazia di Santa Maria della Lode, la "Cattedrale della Sabina". Le prime sorgono una dinanzi all'altra su due alture che dominano uno stretto passaggio percorso dall'affluente dell'Imele, a sua volta affluente del Tevere alcuni chilometri più a sud.

L'abbazia di Santa Maria della Lode (VIII sec.) nel comune di Torri in Sabina (RI)


Il paesaggio attorno alle rocche sembra emergere dalle pagine di una fiaba, o dai meandri di un sogno. Fitti boschi avvolgono impervi costoni rocciosi e solitarie vallate incastonate tra i monti. Al di sopra di tutto questo verdeggiante panorama si ergono, come guerrieri sopravvissuti al tempo, le due fortezze. Poco si sa di chi fondò Rocchette e Rocchettine, tranne il periodo in cui vennero costruite, il XIII secolo, e che furono dapprima denominate Rocca Guidonesca (Rocchettine) e Rocca Bertalda (Rocchette).

Colline verdeggianti dalla fortezza di Rocchettine


Dopo aver avuto molteplici padroni nel 1728 passarono entrambe alla Camera Apostolica. Allora le vicende dei due luoghi, fino a quel momento parallele, iniziarono a divergere. Rocchettine iniziò gradualmente ad essere abbandonata, fino al 1917 quando a seguito di una riorganizzazione dell'area Sabina il Cardinal Consalvi la assegnò al Comune di Torri in Sabina. Rocchette invece, pur trasformatasi da centro fortificato a rurale, continuò a vivere col suo tessuto originario e i suoi muraglioni a strapiombo.

Abbazia di Santa Maria della Lode, interno con affreschi XI e XII secolo


Rocchettine è indubbiamente più affascinante, grazie al suo orgoglioso profilo che evoca antiche saghe. Spiccano il torrione est, edificato presumibilmente all'epoca dei Savelli nel XVI secolo, e la torre quadrata sul lato nord, risalente alla prima fase di costruzione. All'interno del perimetro si trova la chiesa di S. Lorenzo completamente trasformata nel '700 in stile che ricorda il tardo barocco. Due bellissime mete il cui passato, in gran parte ancora avvolto dal mistero, ne amplifica la malia.

La chiesa di S. Lorenzo, completamente trasformata nel '700,
all'interno della fortezza di Rocchettine (XIII secolo)


A poca distanza da Rocchette e Rocchettine poi, sempre nel territorio di Torri in Sabina in una dolce piana ingentilita da alti alberi che ne esaltano lo splendore, si trova l'abbazia di Santa Maria della Lode, a Vescovio. Già da grande distanza è visibile il caratteristico campanile romanico di questa imponente struttura simbolo da sempre di spiritualità per tutto il territorio.

Abbazia di Santa Maria della Lode (VIII sec.), affreschi dell'altare. Visibile la luce proveniente dalla sottostante cripta dell'XI secolo, accessibile attraverso due passaggi ai lati del presbiterio. .


Edificata nell'VIII secolo è conosciuta infatti come "la Cattedrale della Sabina". All'interno si possono ammirare affreschi tra i più significativi del Lazio, realizzati nel Duecento e nel Trecento e raffiguranti scene dall'Antico e Nuovo Testamento, come il Sacrificio di Isacco. Ai lati del Presbiterio, sotto l'altare, si aprono due stretti passaggi che conducono alla suggestiva cripta dell'XI secolo, dove sono visibili i resti di affreschi rappresentanti animali sacri.

Particolare della cripta dell'XI secolo al di sotto del presbiterio dell'abbazia di Santa Maria della Lode,
nel comune di Torri in Sabina (RI)


Nell'area circostante l'abbazia si trovano i resti dell'antica città romana di Forum Novum risalente al II secolo a.c. Le rocche gemelle e la Cattedrale della Sabina, un itinerario tra natura e storia nell'identità culturale di questo lembo di Lazio tra Umbria e Abruzzo.

Particolare degli affraschi nella cripta (XI secolo) dell'abbazia di Santa Maria della Lode (VIII sec.),
nel comune di Torri in Sabina (RI)