lunedì 2 marzo 2020

L'ANTICO CASTELLO GUARDA I MONTI DEI GIGANTI

Castello di Chojnik, panoramica del cortile interno

Il cuore verde e selvaggio del Parco Nazionale dei monti Karkonosze batte nella regione polacca della Bassa Slesia, al confine con la Repubblica Ceca, e custodisce scorci preziosi. La natura incontaminata fa da cornice a suggestive vestigia, testimonianze di storia e arte. I monti dei Giganti, questa la traduzione dal polacco, sono i più alti della catena dei Sudeti, che si estendono tra Sassonia, Boemia e Slesia. Nel versante polacco è stato istituito questo meraviglioso parco in cui il visitatore può conoscere l'anima tradizionale di quest'angolo d'Europa.

Dalla torre della fortezza di Chojnik, una vista splendida sui monti dei Giganti

Al centro del percorso indicato dalle mappe si trova uno dei simboli dell'area: il castello di Chojnik. Dopo aver percorso una strada che si addentra sinuosa in luoghi incantevoli, dal confine ceco all'altezza di Jakuszyce fino al borgo di Sobieszow, si lascia l'auto ai piedi di un'altura boscosa. Oltre le cime degli alberi è subito visibile, a circa un chilometro di distanza, la torre più alta della fortezza. Essa fu costruita nel XIII secolo per il duca Bolko II e rinnovata nel XV e nel XVI secolo dalla famiglia Schaffgotsch. Nel 1675 tuttavia venne quasi interamente distrutta da un incendio.

Le mura di cinta e le fortificazioni viste dall'alto

Si accede al cortile interno della possente struttura da una porta perfettamente conservata, dopo una piacevole passeggiata di circa 40 minuti su un sentiero immerso nella vegetazione. Al termine del percorso che sale lungo l'altura su cui sorge la rocca si incontrano due cinte murarie. Due archi permettono il passaggio al visitatore che, così, entra in uno spazio più stretto dal quale è possibile salire verso il camminamento lungo le fortificazioni e poi nella torre.

La scala in legno che porta alla torre del castello.

Qui, dal punto più alto del castello, si gode un panorama sbalorditivo che spazia a 360 gradi in una natura di straordinaria bellezza. Il giusto coronamento di un'escursione da ricordare, in questo affascinante e magico angolo d'Europa. Il castello di Chojnik è un gioiello da ammirare, assieme ai monti che lo custodiscono per la gioia dei viaggiatori.

La natura dei monti Karkonosze, scorcio immortalato dal punto più alto del castello

giovedì 6 febbraio 2020

ZGORZELEC-GORLITZ, UNA CITTÀ DUE NAZIONI

Panoramica delle due sponde del Nysa-Neiße dal ponte che collega Zgorzelec ( Bassa Slesia, Polonia) a Gorlitz (Sassonia, Germania). A sinistra della foto la Peterskirche di Gorlitz, a destra la parte polacca della città.

L'immagine ricorda vecchie pellicole di spionaggio: serata fredda e piovigginosa, silenzio e non un'anima in giro. Un ponte che unisce le sponde di un fiume, lingua d'acqua che rappresenta il confine tra due Paesi. Ma non ci sono prigionieri da scambiare armi in pugno, scrutando il buio attorno con paura. C'è solo una quieta e deliziosa cittadina con una doppia versione di sé. Zgorzelec ad est, Polonia. Gorlitz ad ovest, Germania. In mezzo scorre il Nysa, Neiße in tedesco. Senza dimenticare la traduzione ceca degli stessi luoghi, dato che la Boemia dista poche decine di minuti d'auto. Il corso d'acqua segna anche il termine, e l'inizio, del territorio di due regioni: la Sassonia ad occidente e la Bassa Slesia ad oriente.

L'Altstadtbrucke dal lato di Gorlitz, guardando verso Zgorzelec, in una serata fredda e piovigginosa.

In un caso come questo è impossibile non pensare a quanto un confine possa essere incredibilmente romantico. Malinconico se vogliamo. Ma pregno di emozione. Susseguirsi perenne di addio e benvenuto. La curiosità che suscita poi la vicinanza secolare tra culture diverse, ma caratterizzate dalla comune eredità europea, è irresistibile. Finchè tale eredità sopravvivrà, ma questa è un'altra storia.
I colori delle differenti bandiere si guardano da una riva all'altra, dipinti su paletti che punteggiano le due sponde come piccoli soldati disarmati. Non c'è minaccia né contrapposizione. Solo testimonianza del proprio essere, nel rispetto dell'altrui peculiarità.

Due paletti dipinti con i colori delle bandiere si guardano da una sponda all'altra del Nysa-Neiße. Ve ne sono moltissimi lungo tutto il corso del fiume che costituisce il confine tra Polonia e Germania.

Potrebbe bastare la forza simbolica del confine liquido per visitare Zgorzelec-Gorlitz, ma non mancano ulteriori spunti. Il lungofiume merita passeggiate contemplative, nel verde che nobilita entrambe le rive. Dal lato polacco i locali tipici sono invitanti. Così come i siti storici: il Lausitzer Museum e la splendida Dom Kultury, la casa della cultura.
 
La casa della cultura di Zgorzelec

La casa della cultura di Zgorzelec, particolare dell'interno

Il versante tedesco della città è più antico e ospita diverse mete culturali. Dalla Peterskirche allo Schlesisches Museum, che narra della storia della regione. Come anche il Kaisertrutz, Kulturhistorisches Museum, in cui il visitatore viene condotto in un viaggio circolare, come le sale della torre che ospita il sito, nella storia della Lusazia dalla fine dell'ultima glaciazione all'arte contemporanea. 
 
Kaisertrutz, Kulturhistorisches Museum. Sguardo alla struttura interna

Nota particolare merita la Barockhaus, antica dimora della Upper Lusatian Society of Sciences ma soprattutto la loggia massonica Zur Gekronten Schlange (al serpente coronato). Al secondo piano del meraviglioso edificio è possibile imbattersi in una cupa sala dominata dal ritratto di Karl Gottlob Von Anton, fondatore e Gran Maestro della loggia. In quella stanza, ricca di oggetti e reperti, gli iniziati attendevano prima di prestare giuramento alla fratellanza.
Poi, più avanti nello stesso palazzo, la straordinaria biblioteca dell'Ordine, con oltre 130 mila volumi. Storia e cultura abbracciano così il fascino dell'enigma, in quest'angolo d'Europa da conoscere e gustare. Con un occhio al romanticismo che lo scorrere del fiume porta con sé.

Barockhaus, secondo piano del museo. Ritratto di Karl Gottlob Von Anton, fondatore e Gran Maestro della loggia Zur Gekronten Schlange (al serpente coronato)

Barockhaus, secondo piano del museo. Particolare del ritratto di Karl Gottlob Von Anton, fondatore e Gran Maestro della loggia Zur Gekronten Schlange (al serpente coronato).

Barockhaus, secondo piano del museo. Una parte della grande biblioteca della Upper Lusatian Society of Sciences. Oltre 130 mila volumi