lunedì 28 dicembre 2015

IL TEMPIO DEI PORTOGHESI ALL'OMBRA DEL GRANDE ORGANO

Il grande organo Mascioni opus 1181, dotato di 4 tastiere e 47 registri, ampliato nel 2015-2016 e portato a 60 registri su cinque manuali e pedale.


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Il Giubileo della bellezza e dell'arte si celebra a Roma da sempre ogni giorno, senza nulla togliere ai riti degli Anni Santi indetti dai Pontefici. Un immenso inno alla cultura e alla storia diffuso su tutto il territorio dell'Urbe e rappresentato fisicamente dai luoghi delle radici millenarie di Roma.

Particolare della cupola

La chiesa di S. Antonio in Campo Marzio, anche conosciuta come Sant'Antonio dei Portoghesi, il tempio della comunità lusitana della Capitale a pochi passi dall'Ara Pacis, conserva il proprio accecante splendore per la gioia di coloro che, visitatori spinti dalla curiosità al di fuori dei classici itinerari del turismo di massa, desiderino addentrarsi lungo i sinuosi e affascinanti vicoli nel cuore della Città Eterna: scrigni inaspettati e lontani dal clamore, spesso, che celano tesori unici e sorprendenti.

Particolare dell'interno della chiesa tardobarocca

È la storia di una piccola chiesolina dedicata a S.Antonio Abate e risalente al 1118, sotto il pontificato di Gelasio II, ottenuta dal Cardinale Antonio Martins De Chaves quando questi istituì in Campo Marzio un ospizio, nel 1440.
Il muniscolo edificio sacro ben presto risultò troppo umile e modesto per rappresentare la grande monarchia lusitana. Così, a partire dal 1638, i portoghesi di Roma ritennero doveroso ampliare la struttura per renderla consona alla potenza di uno dei più grandi Paesi d'Europa.

Particolare dell'interno della chiesa tardobarocca

All'interno della struttura a croce latina a cui si accede dopo aver apprezzato la monumentale facciata barocca, la vista viene subito rapita dall'imponente organo a canne impiegato, oltreché per il regolare servizio liturgico, anche per rassegne organistiche di carattere internazionale. È meraviglioso perdersi tra i colori dei marmi preziosi e lo sfarzo delle sculture e delle colonne, ammirando le decorazioni dorate e i dipinti nelle sei cappelle e nell'abside.

Lo stemma del Regno del Portogallo sulla facciata della chiesa

La chiesa dei Portoghesi appare come una perla racchiusa nell'omonima stretta viuzza, guscio avvolgente e fascinoso, quasi a protezione dal frastuono della città e dalla superficialità, sovente manifestata, del villeggiante mordi e fuggi. Una tappa irrinunciabile per un percorso giubilare più approfondito e meditato. Per non lasciare Roma senza aver visto questo lembo meraviglioso d'eternità.

Chiesa di S. Antonio in Campo Marzio, anche conosciuta come Sant'Antonio dei Portoghesi

lunedì 30 novembre 2015

TUSCOLO, SUI COLLI ALBANI LA BELLEZZA DEI MILLENNI

Tusculum, Fontana Arcaica


La caldera quiescente del Vulcano Laziale sembra contemplare le antiche vestigia, retaggio dei millenni in cui uomo e natura hanno camminato insieme, che ne ornano i profili frastagliati come diamanti incastonati in una corona. Uno di questi gioielli archeologici, avvolto dal verde abbraccio di boschi e prati che difficoltosamente, ancora, sopravvivono assediati dal cemento che infesta senza pietà tutta l'area dei Castelli Romani, è rappresentato dai resti dell'antica Tusculum, luogo di poesia e mito situato ad una manciata di chilometri a sud est della Capitale.

Tusculum, Teatro

Le sue origini sono avvolte dalla leggenda, come scriveva lo stesso archeologo Maurizio Borda che curò gli scavi nel sito laziale dal 1952 al 1955: "Gli storici antichi ne attribuiscono la fondazione ai misteriosi Pelasgi, i poeti a Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe. Sesto Aurelio Vettore, scrittore del IV secolo, ritiene invece che la città sia stata fondata dal mitico Silvio, re di Albalonga".
Di certo l'area dell'acropoli era occupata stabilmente già a partire dall'Età del Ferro e alla sua ombra tutta la città crebbe fino a divenire una rivale pericolosa per la stessa Roma che, il 17 aprile del 1191, la distrusse completamente condannandola all'abbandono.

Tusculum, il Santuario Extraurbano

I primi scavi archeologici iniziarono con Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone, nel 1804 e proseguirono con l'apporto dei grandi studiosi Luigi Biondi prima e Luigi Canina poi. Fino ad arrivare alla metà del 1900 e agli interventi del Borda. Dal 1994 infine è la Escuela Espanola de Historia y Arqueologia en Roma ad occuparsi del sito.
Oggi il sito è visitabile con guida anche grazie agli sforzi del Gruppo Archeologico Latino Latium Vetus, che da vent’anni svolge questa attività nell’area archeologica collaborando anche allo scavo ed al recupero dell’antica città latina e della città medievale.
Paesaggio e arte si parlano con la voce del vento tra gli alberi nei boschi dei Colli Albani, mentre il vulcano assopito non smette di contemplare la bellezza nata alle proprie pendici.


Tusculum, Teatro