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venerdì 27 aprile 2018

TRA TUSCIA E SABINA UN LEMBO DI LAZIO DA SCOPRIRE



S. Oreste (Monte Soratte), chiesa di S. Maria Hospitalis, affresco "La Madonna in Trono" avvicinato alla scuola di Piero della Francesca


  

Ogni luogo un paesaggio sorprendente, ogni borgo un tesoro da scoprire. Il Lazio è una terra straordinariamente ricca di bellezza e storia. Roma ne è simbolo, ma non depositaria esclusiva. A due passi dalla Città Eterna infatti il visitatore può incontrare scorci meravigliosi meritevoli d'essere contemplati. 
A nord della Capitale, ad esempio, in quel lembo pregevole compreso tra la Tuscia e la Sabina lungo il cammino millenario del Tevere nel suo viaggio verso il mare, è emozionante girovagare ammirando l'inestimabile poesia della natura e della cultura.
Posti in cui è bellissimo sia tornare, proprio perché li si conosce, sia guardarli per la prima volta innamorandosene. 
Come il palazzo-castello dei Del Drago a Filacciano, il cui ingresso è preceduto da una scenografica corte di case e da un'ampia scalinata che dà accesso al borgo. Oppure l'austero profilo di Torrita Tiberina che domina la Valle del Tevere, in quel punto tutelata come riserva naturale, al pari della  vicina Nazzano e il suo mirabile castello Savelli
Fino a Civitella S.Paolo dove il fiabesco castello degli omonimi monaci, recentemente restaurato, caratterizza il centro abitato arroccato su uno sperone tufaceo immerso nel verde. Come non fermarsi infine alle pendici del Monte Soratte, terra di eremi e silenzio, specie se si arriva in cima a godere di una vista impareggiabile
Imperdibile la piccola chiesa di S.Maria Hospitalis, poco fuori dalle mura di S.Oreste, borgo all'ombra del monte. L'edificio sacro conserva rilievi carolingi e numerosi affreschi, come la meravigliosa Madonna in Trono, avvicinata alla scuola di Piero della Francesca.
Al di fuori dei classici e massificati itinerari turistici, il Lazio del nord offre moltissimo a chi sia in grado di apprezzare l'arte, la natura e la storia. D'altronde l'Italia è un Paese speciale proprio per questo: l'incanto diffuso. Ad ogni angolo. Speriamo di dimostrarci degni di tanta fortuna. 

Il Tevere visto da Torrita Tiberina. In quel punto la valle del fiume di Roma è tutelata da una riserva naturale.

venerdì 23 giugno 2017

NAZZANO E LA SUA OASI, IL TEVERE AMMIRATO DAL CASTELLO


Scorcio del Lago di Nazzano, meglio noto come Riserva naturale Tevere-Farfa. Il tramonto tinge di Rosa la zona umida


Il fiume che diviene lago e si fa ammirare dalle torri fortificate e ben conservate d'un castello che aspetta di tornare agli antichi fasti, superando l'attuale fase di decadenza e riacquistando la nobiltà d'un tempo. 
Nazzano è un piccolo comune a nord di Roma in cui il fascino della storia, sommato alla bellezza del paesaggio, rende il territorio ricchissimo di attrattiva. Come sempre accade in Italia ogni borgo nasconde e riserva al visitatore tesori culturali immensi, tanto splendidi quanto, troppo spesso, ignoti ai più.
Un castello medievale che torreggia fiero da un colle, a strapiombo sulla valle del Tevere, sul quale vive ancora oggi un insediamento di cui si ha notizia sin dal 1011. Molti i potenti che si sono avvicendati nel governo dell'area nel corso dei secoli, dalla vicina abbazia di Farfa ai monaci benedettini del monastero di S.Paolo a Roma.
Senza dimenticare i Savelli che edificarono il maniero, oggi chiuso in quanto crollato e pericolante in molte sue parti interne, sebbene lo splendore esterno sia stato risparmiato dall'usura del tempo. L'edificio conserva una commovente imponenza. Esso esprime infatti grazia più che forza, eleganza e armonia più che fierezza bellicosa. Sembra quasi chiedere di poter trasmettere ancora il proprio bagaglio di storie, di insegnare poesia all'oggi inaridito che non sa più concepire l'incanto.

Tutta l'imponenza del castello Savelli di Nazzano, delizioso comune a nord di Roma

Ai piedi della rocca un'altra perla, il lago di Nazzano parte della Riserva naturale Tevere-Farfa. Quel braccio sinuoso circondato dal verde palustre che si tinge d'ogni tonalità di rosso e rosa al calar del sole, altro non è che il fiume di Roma rigonfio d'acque lì trattenute da una diga realizzata più a valle, verso la Capitale. Sorta nel 1979 come prima area protetta del Lazio, la riserva tutela una vasta zona umida la cui vegetazione si è adattata alle condizioni ambientali nel corso di quest'ultimo quarto di secolo. Oggi questa zona protetta rappresenta uno dei siti più interessanti dell'Italia centrale per il birdwatching e l'osservazione del mondo palustre.
Il lago nato da un fiume è oggi tutelato nella sua magnificienza. Quegli scorci sopravvivono intatti ai deserti che sovente la modernità crea chiamandoli sviluppo. Tutti possono così ammirare la forza dolce della natura e trasmetterne bellezza e valori alle future generazioni. Chissà che un simile destino di vita, nuova e altra, possa contraddistinguere anche il castello di Nazzano, la rocca che è sopravvissuta ai secoli e chiede solo un'altra possibilità. 


Veduta notturna del castello Savelli a Nazzano