martedì 4 agosto 2015

IL CUORE DI GHIACCIO DELLO STELVIO



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La salita sembra non finire più. Al primo dei 45 tornanti che distorcono una strada sottile come un sentiero di montagna non ci si rende conto di quanto sarà lunga arrivare lassù, ai 2760 metri del Passo dello Stelvio, al confine tra Lombardia e Alto Adige.


E una volta giunti alla più celebre tra le Cime Coppi, il punto più alto mai raggiunto dal Giro D'Italia nella propria storia, l'ascesa non è certo terminata. Una prima seggiovia e poi una seconda fino ai ghiacci perenni, che a dispetto dell'aggettivo soffrono i fendenti inferti dai cambiamenti climatici, con i grandi crepacci, visibili anche dall'alto, che sembrano le cicatrici di squarci inferti da una mano crudele, quella dell'uomo.


Qui si può godere di paesaggi onirici, al di sopra delle nuvole o immersi in esse, quasi a fondersi con le fredde altezze. Oppure, nei giorni limpidi, spaziare con lo sguardo in ogni direzione ammirando picchi tanto perfetti da sembrare disegnati dal più sapiente degli artisti.


Lo Stelvio con il suo parco e il ghiacciaio rappresenta un vero tesoro di natura e maestosità, un luogo da vedere e assaporare per capire quanto sia importante la conservazione del patrimonio paesaggistico e naturale del Paese contro ogni mira speculativa che si celi, magari, sotto le spoglie rassicuranti di un finto sviluppo economico.

Le piste del ghiacciaio dello Stelvio

lunedì 13 luglio 2015

PALESTRINA, IL SORRISO DELLA DEA FORTUNA

Santuario ellenistico della Fortuna Primigenia (II sec. a.C.).

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La campagna a sud est di Roma regala ancora, nonostante il cemento sparso a fiumi senza pietà né pudore per decenni, scorci e luoghi meravigliosi da visitare. Veri e propri presidi di bellezza assediati dall'oblio autodistruttivo della speculazione, tanto più importanti e meritevoli di essere difesi, quanto più ferocemente avanzino quei deserti interiori di cui scriveva Friedrich Nietzsche.

Piazza Regina Margherita e Area Sacra

Il centro storico di Palestrina è uno di questi tesori, con i suoi secoli di storia dall'archeologia alla musica, dalla Lega Latina al Papato e ai Colonna, fino al celebre Giovanni Pierluigi, sapiente musicista e ai fratelli Mann, che tra i sottili vicoli cittadini trovarono ospitalità e ispirazione.
Il monumentale Santuario della Dea Fortuna Primigenia, diamante scolpito nella collina su cui si posa il borgo, sulle cui vestigia fu edificato il palazzo Barberini e ora sede del Museo Archeologico Prenestino, è emblema del grandissimo valore culturale rappresentato da Palestrina. Ma non è l'unica perla.

Museo Archeologico Prenestino-Palazzo Barberini,
sommità del santuario ellenistico della Fortuna Primigenia  (II sec. a.C.).

Dalla cattedrale di S.Agapito Martire, edificata sulla preesistente basilica romana, fino al Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra, ricco di spunti e reperti d'ogni epoca. Fino al convento di S.Francesco e alle molte chiese di cui la cittadina è ricca.

Museo Archeologico Prenestino-Palazzo Barberini,
sommità del santuario ellenistico della Fortuna Primigenia (II sec. a.C.).

L'antica Paeneste merita d'essere vista, partendo da una delle sue storiche porte inerpicandosi lungo le scalinate che portano fino al museo archeologico di palazzo Barberini. E una volta lassù guardare la vallata punteggiata di edifici d'ogni sorta a perdita d'occhio, in ogni direzione, con poche oasi verdi qui e là. 
Accostarsi al bello non solo per elevarsi ma anche, banalmente, per riuscire a distinguerlo dal brutto e capire quindi ciò che stiamo perdendo. E forse iniziare a difenderlo.


Particolare del Santuario ellenistico della Fortuna Primigenia (II sec. a.C.)