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venerdì 18 maggio 2018

L'INCANTO DEL MONTE CHE DOMINA PESCASSEROLI


La piana di Pescasseroli dal sentiero che porta alla vetta del monte Palombo. La cittadina è sullo sfondo

L'Appennino regala sempre paesaggi e scorci indimenticabili. Come quelli che si godono dalla vetta del Monte Palombo che domina la piana di Pescasseroli, centro turistico della provincia aquilana all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Siamo nel cuore della regione e ovunque si guardi una volta giunti in cima al suggestivo "duemila" l'occhio incontra solo la maestosità delle montagne.
A seconda della stagione, poi, il verde vivido dei boschi e delle radure può unirsi al bianco della neve che resiste sui crinali e sui pianori fino a primavera inoltrata. Il silenzio e il vento regnano lassù, assieme alla serenità che l'uomo può ritrovare facendo spaziare lo sguardo oltre i picchi.
Lungo il sentiero la velocità è solo quella dei passi leggeri e la voce da ascoltare è quella del proprio respiro. Senza la frenesia che giù a valle, in città, permea le vite e le giornate. Nulla deve forzare l'equilibrio delicato del momento, di quella pausa da noi stessi. 
Vale la pena di salire in quota solo per ammirare la perfezione e l'armonia, la bellezza al contempo carezzevole e dirompente, impetuosa. L'aria decisa e fredda ci risveglia l'anima e ci scuote dal torpore dell'abitudinarietà. Vivere la natura oggi è il grande atto di ribellione ai nostri tempi aridi. Il vero anticonformismo.


I pendii del monte Palombo sono avvolti da boschi verdeggianti e rigogliosi

giovedì 23 novembre 2017

FABRIANO, CULTURA E BELLEZZA NON SONO SOLO DI CARTA


La centrale piazza del Comune, sulla destra il Palazzo del Podestà (1255) e la fontana dello Sturinalto (1285). A sinistra il palazzo Comunale (XIV secolo)


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Immersa nella natura maestosa dell'Appennino Umbro - Marchigiano, attorniata da boschi verdeggianti e plasmata dai secoli che le hanno donato identità e fascino, Fabriano è la porta della Provincia di Ancona per coloro che provengono da ovest; Perugia, Terni o la Capitale.
Universalmente celebre per la plurisecolare industria cartaria e la rivoluzionaria invenzione della filigrana, la cittadina adagiata su una vallata a pochi chilometri dalle famose grotte di Frasassi, nel distretto rurale di qualità dei Colli Esini, può tuttavia vantare molteplici gioielli culturali da presentare al visitatore.
Un borgo delizioso il cui cuore è costituito dalla Piazza del Comune dominata dal profilo gotico del Palazzo del Podestà, austero e scenografico nella sua pietra grigia. Nelle vicininaze troviamo il Palazzo comunale del XIV secolo, il loggiato di S. Francesco con le sue 19 arcate e l'imponente torre del palazzo Vescovile, su cui troneggia l'antico orologio. Attorno a tale fulcro altri siti di grande interesse come il Duomo di S. Venanzio e il teatro Gentile, che prende il nome da uno dei più importanti figli di questo angolo di Marche. Senza dimenticare la pinacoteca civica Molajoni che offre uno sguardo esaustivo sui fermenti artistici della Fabriano medievale.

Oratorio del Gonfalone, particolare dell'altare e del soffitto a cassettoni intarsiato d'oro e argento


Poco distante, infine, il fiore all'occhiello della città: il Museo della carta e della filigrana che dal convento adiacente alla chiesa di S.Domenico ci narra l'evoluzione delle tecniche con cui l'uomo ha lavorato la carta nel corso del tempo. Arrivati a questo punto, però, siamo ancora ben lontani dall'aver visto tutto ciò che merita d'essere contemplato.
Il complesso monumentale di S. Benedetto, infatti, costituisce un vero scrigno di tesori: l'Oratorio del Gonfalone, realizzato a partire dal 1610, abbaglia con i suoi dipinti d'artisti locali e soprattutto con lo stupefacente soffitto in legno a cassettoni, arricchito da intarsi d'oro e argento. Oltrepassato un chiostro silenzioso, poi, si sale al museo del Pianoforte storico e del suono, dove si ha l'opportunità di vivere i secoli della musica ascoltando mirabili esecuzioni realizzate live durante le visite da pianisti concertisti. Un sogno d'arte irrinunciabile.
Da non perdere neppure la cripta del Beato Giovanni dal bastone, leggendario guaritore fabrianese: un luogo di devozione e arte, dove gli affreschi che adornano le pareti nella loro interezza raffigurano le gesta e la vita del sant'uomo.
Sembra davvero che le fonti di belleza siano inesauribili. E Fabriano è solo un Comune di quella Regione straordinaria chiamata Marche. Una terra che come tutte le cose belle della vita richiede tempo e attenzione. Per non perdersi nulla.  


Particolare della cripta dedicata al Beato Giovanni dal bastone, costruita nel 1586