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martedì 20 agosto 2013

LEONI ALATI NELLA PENISOLA SLAVA E VENEZIANA

Labin, centro storico, chiesa di Maria Nascente, il leone di S. Marco


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La costa orientale dell'Istria, come il resto di quel delizioso triangolo di terra incastonato tra Trieste e Fiume, l'attuale Rijeka croata, costituito da fertili colline e aspre scogliere a picco su un mare cristallino, rappresenta un ideale luogo di viaggio e scoperta.
La curiosa forma a diamante di questo lembo di Croazia, fortemente legato al proprio passato veneziano e romano, è la sintesi della ricchezza che nasce dall'unione di cultura e tradizioni, cura per l'ambiente e turismo rispettoso dell'arte e della natura.

Gračišće, centro storico, palazzo vescovile in gotico veneziano

Borghi i cui campanili, dall'inconfondibile impronta veneziana, svettano visibili già da lunghe distanze come ad indicare la strada, e in cima ai quali il visitatore, una volta percorse strette e ripide scale di legno, si trova ad accarezzare antiche campane sorrette da pesanti travi, appena prima di ammirare il mare in lontananza, avvolto dal verde. Vicoli silenziosi che si inerpicano tra palazzi multicolori, odori e sapori di un terra vicina e diversa.
Labin, la medievale e rinascimentale Albona, con la sua chiesa gotica di Maria Nascente sulla cui facciata campeggia il simbolo della Serenissima, e i numerosi reperti romani custoditi nello scrigno barocco di palazzo Lazzarini, che racchiude anche la storia mineraria del territorio.

Pican, centro storico

Pican, la romana Petena, isolato centro nel verde della campagna a 350 metri di altezza su uno spuntone di roccia e Gračišće, o Gallignana, su un colle a poca distanza da Pican, con la chiesa romanica di S. Eufemia e quella rinascimentale di Santa Maria, con accanto l'immancabile campanile. Senza dimenticare Rabac, adagiata nel verde della costa di fronte alle incantevoli isole di Cherso e Lussino.
Se la costa occidentale presenta tesori come Porec e Rovigno, oltre che Pola, il secondo lato del triangolo istriano non è da meno, rinnovando negli occhi di chi arriva in quella parte d'Europa la consapevolezza che la vera ricchezza del vecchio continente sta nella storia e nelle identità comuni. L'unico modo per costruire un futuro possibile.

Labin, chiesa di Maria Nascente e palazzo Lazzarini


mercoledì 8 giugno 2011

SÌ, VOTA

Dopo la Corte di Cassazione anche la Consulta si è pronunciata a favore del referendum sul nucleare. Il 12 e 13 giugno si vota su 4 quesiti: Acqua, nucleare e legittimo impedimento.



Voteremo anche sul nucleare. La Corte Costituzionale, all'unanimità, ha infatti respinto l'estremo tentativo del governo di bloccare il più temuto dei quattro quesiti referendari del 12 e 13 giugno, quello maggiormente trainante per il quorum. Pochi giorni prima era stata invece la Corte di Cassazione a pronunciarsi in favore della consultazione sull'atomo, stabilendo che la controversa moratoria contenuta nel decreto legge omnibus e decisa dall'esecutivo per prendere tempo e far dimenticare la tragedia di Fukushima, non lasciava decadere le norme che i referendari volevano abrogare. D'altra parte era stato lo stesso premier Berlusconi, durante un vertice con il presidente francese Sarkozy, a confermare la volontà di sfruttare l'escamotage del rinvio solo per impedire un voto molto pericoloso per i fautori del nucleare. Quindi ora la parola passa definitivamente alle urne.
L'ultima arma rimasta in mano agli avversari dei referendum, però, è anche quella più potente: l'astensione. Non potendo evitare i seggi, infatti, si punta ora a farci andare meno gente possibile, per non far raggiungere il 50% più 1 degli aventi diritto. E così, tra appelli ad andare al mare e spot tv contorti e mandati in onda a orari improbabili, ha fatto la propria comparsa persino il lapsus. In due distinte occasioni, infatti, prima il Tg1 e poi il Tg2 parlando dei referendum hanno indicato date sbagliate . La rettifica è giunta il giorno seguente, ma l'episodio rimane e suscita sospetti.
Ad ogni modo domenica 12 e lunedì 13 gli italiani avranno l'opportunità di pronunciarsi su temi concreti e importanti, che riguardano l'avvenire del Paese. Questa volta non si tratta di scegliere il candidato di un partito o il simulacro di un'ideologia. Non dobbiamo votare per nessuno, dobbiamo votare per noi.