lunedì 23 novembre 2020

ALETRIUM, MURA CICLOPICHE E ANTICHE LEGGENDE

Un tratto delle "mura ciclopiche" di Alatri risalenti al VI secolo a.c.

Tenere viva la fiamma della curiosità e del desiderio di conoscenza come ossigeno dell'anima è essenziale per un'esistenza piena. Attorno a noi, a poca distanza da casa, esiste un universo di bellezza da incontrare per alimentare quel fuoco.

 

La porta maggiore delle mura ciclopiche di Alatri, particolare del corridoio che immette all'Acropoli

A sud della Capitale ad esempio, tra l'Abruzzo e l'area pontina, si trova una terra dall'immensa ricchezza culturale e naturale: il Frusinate. Racchiusa tra  i monti, gli Ernici a nord e gli Ausoni-Aurunci a sud, la Ciociaria vanta paesaggi splendidi e borghi dal passato millenario la cui storia è avvolta nel mito.

 

Particolare dei giganteschi blocchi all'interno della porta maggiore, accesso all'acropoli di Alatri

Tra i luoghi più suggestivi di quel territorio c'è sicuramente Alatri. È l'antica Aletrium, uno dei principali centri degli antichi Ernici fondato, secondo la leggenda, dal Dio Saturno e celebre per le sue mura "ciclopiche", risalenti al VI secolo a.c, uniche al mondo per caratteristiche e stato di conservazione.

 

Strana figura visibile in un punto delle mura esterne di Alatri, forse simboleggiante il Dio Saturno, leggendario fondatore della città.

 

"Allorquando mi trovai dinanzi a quella nera costruzione titanica, conservata in ottimo stato quasi non contasse secoli e secoli ma soltanto anni, provai un'ammirazione per la forza umana assai maggiore di quella che mi aveva ispirato la vista del Colosseo". Queste parole dello storico tedesco Ferdinand Gregorovius, tratte da Passeggiate per l'Italia del 1858 e dedicate alle mura di Alatri, sono scritte su una targa tuttora affissa in un punto della cinta fortificata, lungo la salita che conduce all'Acropoli.


Alatri, mura ciclopiche. Particolare della porta dell'Aeropago. 


Stupefacente la maestosità della struttura: blocchi giganteschi sovrapposti a secco con precisione impeccabile. Alcuni dei giunti che uniscono i blocchi sono lunghi fino a 4 metri e alti più di 2. L'angolo sud-est della cinta, il punto più alto delle mura, supera i 15 metri.

 

La porta dell'Aeropago o porta maggiore, la più grande della cinta fortificata. Il più imponente degli accessi all'Acropoli di Alatri

Emblema di questo capolavoro di perfezione e grandezza sono le due porte di accesso all'Acropoli. La maggiore è quella dell'Aeropago, a sud. Essa è alta 4,50 metri e lunga 2,68. La sua peculiarità più evidente è l'enorme architrave monolitico lungo 6 metri, alto 1,8 e profondo 1,65. Per oltre 15 metri cubi e un peso di molte tonnellate. La porta maggiore immette in un corridoio coperto da altri architravi della medesima imponenza e fiancheggiato da blocchi poligonali.

 

La porta minore, secondo accesso all'Acropoli di Alatri. Detta porta dei Phalli per le singolari decorazioni ancora visibili sull'architrave

La porta minore, sul versante opposto della cinta, colpisce non tanto per la sua mole quanto per le decorazioni singolari che la denominano. Essa è detta infatti porta dei "Phalli". Il suo architrave, un monolito di 3,5 metri reca scolpiti tre membri maschili convergenti tutt'oggi visibili. Figure apotropaiche simbolo di virilità e procreazione.

 

I tre falli convergenti ancora visibili sull'architrave della porta minore, secondo accesso all'Acropoli di Alatri
 

Attraverso le due porte si accede all'Acropoli, costruita a forma trapezoidale livellando e terrazzando la sommità di un'altura. Al centro il Duomo di S.Paolo, in cui è custodita la reliquia dell'Ostia Incarnata.

 

Il Duomo di S.Paolo

A pochi passi dalle mura ciclopiche Alatri offre un'altra occasione di scoperta: la chiesa di S. Maria Maggiore nell'omonima piazza. L'edificio di fondazione romanica, modificato nel '200, venne eretto probabilmente sui resti di un tempio dedicato a Giove.

 

La chiesa gotico-romanica di S.Maria Maggiore, nell'omonima piazza al centro di Alatri
 

Bellissima la facciata con tre portali e soprattutto il grande rosone dal disegno particolare: una traforatura raccorda la cornice circolare a un quadrato interno, a sua volta unito con diagonali e mezzerie a un foro lobato centrale. Il modello d'insieme richiama il simbolo sacro della "Triplice cinta".

 

Il particolare disegno del grande rosone di S.Maria Maggiore

All'interno da ammirare il gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XIII sec.), il Trittico del Redentore di Antonio di Alatri e la Vergine col Bambino e San Salvatore.

 

Il gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XIII sec.)


Perdendosi nei suggestivi vicoli del centro poi si incontra la chiesa di S. Francesco, con l'interno barocco e facciata con campanile del XIII secolo. Senza dimenticare il Museo Civico di Palazzo Gottifredo, anch'esso del XIII secolo, da ammirare solo esternamente purtroppo, in quanto chiuso a causa del Covid.


Chiesa di S.Maria Maggiore, veduta dell'interno con archi ogivali

 

Non perdiamo la voglia di aprirci all'incontro con quanto di bello e nobile esiste vicino a noi. Di respirarlo. Quelle radici storico-culturali e artistiche d'Italia che meritano d'essere apprezzate e preservate. 

 

I grandi blocchi della porta maggiore di Alatri, accesso all'acropoli della città

giovedì 1 ottobre 2020

IL CONFINE D'ACQUA TRA GERMANIA E POLONIA, DA BAD MUSKAU ALLA REPUBBLICA CECA

Trojstyk granic, i tre confini. Il punto in cui si incontrano Polonia, Germania e Cechia

             

Quella parte di Sassonia che si stende lungo la riva ovest del Neiße, il fiume che costituisce per tutto il proprio percorso il confine con la Polonia, come tutte le terre di frontiera possiede quel particolare fascino che la vicinanza di culture, lingue, storie ed identità orgogliosamente diverse, ma unite dai secoli, sanno regalare.

 

Il palazzo rinascimentale del parco Puckler-Muskau a Bad Muskau, in Sassonia. Patrimonio Unesco
 

Cittadine sorte l'una di fronte all'altra, che si guardano dai due versanti della frontiera come sentinelle pacifiche dalle rispettive garitte, separate solo da una sottile lingua liquida. Zittau e Bogatynia, Gorlitz e Zgorzelec, queste ultime praticamente lo stesso agglomerato urbano distribuito in due Nazioni.

Mappa del parco di Bad Muskau, creato nel 1815-45 e condiviso da Germania e Polonia. Il confine è rappresentato dal fiume Nysa-Neiße


O Bad Muskau e Łęknica, unite dal verde del parco creato nel 1815-45 dallo scrittore e principe Hermann Von Puckler-Muskau, riserva naturale dal 1952 e patrimonio mondiale Unesco. Un'area estesa e ben tenuta, con l'immancabile Nysa/Neiße che scorre tra prati e colline. La parte principale si trova in Polonia ma il delizioso palazzo rinascimentale circondato da giardini all'inglese è in territorio tedesco. Tutto il parco è aperto al pubblico senza troppe divisioni. Gli elementi da cui si evince il passaggio da una Nazione all'altra sono i cartelli posti sui ponti che sormontano il fiume e i classici pali, dei colori delle rispettive bandiere, che punteggiano il confine lungo tutto il suo percorso.


Particolare delle decorazioni all'interno della St. Marienthal, abbazia cistercense (1230) di Ostritz, tra Gorlitz e Zittau, in Sassonia.
 

Il Neiße è protagonista della vita in questa parte di Sassonia, dirimpettaia della Slesia polacca, anche più a sud. Come nella piccola Ostritz, tra Gorlitz e Zittau, dove si trova l'oasi di spiritualità della St. Marienthal, abbazia cistercense del 1230 avvolta da edifici più recenti, tuttora abitati da monaci. Gli antichi altari e le ricche decorazioni sono un ennesimo tesoro da ammirare, ascoltando in sottofondo il suono del limes d'acqua risalendo il quale si giunge nel punto in cui le frontiere da due divengono tre.

 

Interno dell'abbazia cistercense di St. Marienthal ad Ostritz

 

Appena fuori Zittau, ultima cittadina tedesca a sud est, dopo alcuni minuti di piacevole cammino nel verde di un sentiero alberato e abbracciato dai prati, ci si trova nel punto in cui si intersecano Germania, Polonia e Repubblica Ceca.

 

Targa celebrativa nel punto in cui si incontrano i tre confini, tra le cittadine di Bogatynia (Pol), Hradek (Cz) e Zittau (De)

Il Nysa-Neiße qui è poco più che un ruscello. Polonia e Germania sono quindi ancora più vicine. A frapporsi tra Polonia e Cechia invece non v'è neppure quello. Solo un fossato di pochi centimetri. Un luogo suggestivo che parla di barriere solo apparentemente simboliche. Di comunanza nel rispetto delle identità storiche e culturali nonché delle rispettive sovranità. Di bandiere che rappresentano ancora le radici d'Europa.
 
Indicazione per i Tre Confini