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giovedì 5 maggio 2016

FORTEZZE DELLA CULTURA, I CASTELLI DI BOLZANO

Bolzano, Castel Firmiano

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Silenziosi guardiani di città e vallate che nel corso dei secoli hanno scorto distrattamente, dall'alto di monti e colli, il fugace potere degli uomini nascere e morire. Ora questi austeri edifici, abbandonato il clangore delle armi e le grida dei soldati, divengono bastioni di storia, cultura e natura.
Castel Roncolo e Castel Firmiano dominano Bolzano rispettivamente da nord e sud-ovest, alle due estremità della conca su cui si adagia la città altoatesina dei fiumi Isarco e del Talvera. Oggi le mura visibili da lunga distanza proteggono capolavori, memoria, radici.

Castel Roncolo

Castel Roncolo conserva nelle proprie ampie sale il più importante ciclo di affreschi profani in stile gotico del Tirolo e dei Paesi di lingua tedesca. Opere ispirate ai poemi cavallereschi e ad altri soggetti non biblici, meravigliosamente preservatisi. Il visitatore può passeggiare avvolto dalla storia che gli parla sia dalle pareti lucenti di colore e popolate di figure dal realismo impressionante, sia dai camminamenti protetti da mura merlate. Autentica poesia.

Castel Roncolo, Casa d'Estate - Le Triadi

All'ombra della grande "Torre bianca", simbolo di Castel Firmiano, si trova invece una delle sedi dell' MMM, il Messner Mountain Museum. Il percorso si snoda lungo tutto il perimetro dell'antica struttura, unendo quindi il fascino intrinseco del luogo con la magia delle montagne eterne e della storia dell'alpinismo. Uno splendido viaggio filosofico e religioso, oltreché storico e culturale, nella spiritualità che lega uomo e vette, cielo e terra. Un percorso romantico che stimola l'amore per la natura prima che quello per l'avventura.

Castel Firmiano, Messner Mountain Museum

Castel Roncolo e il Messner Mountain Museum di Castel Firmiano, due luoghi che sembrano appartenere a una dimensione altra, rispetto al caos e all'aridità che pervadono la quotidianità dell'uomo oggi. Fortezze di elevazione dell'anima.


Castel Firmiano


martedì 4 agosto 2015

IL CUORE DI GHIACCIO DELLO STELVIO



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La salita sembra non finire più. Al primo dei 45 tornanti che distorcono una strada sottile come un sentiero di montagna non ci si rende conto di quanto sarà lunga arrivare lassù, ai 2760 metri del Passo dello Stelvio, al confine tra Lombardia e Alto Adige.


E una volta giunti alla più celebre tra le Cime Coppi, il punto più alto mai raggiunto dal Giro D'Italia nella propria storia, l'ascesa non è certo terminata. Una prima seggiovia e poi una seconda fino ai ghiacci perenni, che a dispetto dell'aggettivo soffrono i fendenti inferti dai cambiamenti climatici, con i grandi crepacci, visibili anche dall'alto, che sembrano le cicatrici di squarci inferti da una mano crudele, quella dell'uomo.


Qui si può godere di paesaggi onirici, al di sopra delle nuvole o immersi in esse, quasi a fondersi con le fredde altezze. Oppure, nei giorni limpidi, spaziare con lo sguardo in ogni direzione ammirando picchi tanto perfetti da sembrare disegnati dal più sapiente degli artisti.


Lo Stelvio con il suo parco e il ghiacciaio rappresenta un vero tesoro di natura e maestosità, un luogo da vedere e assaporare per capire quanto sia importante la conservazione del patrimonio paesaggistico e naturale del Paese contro ogni mira speculativa che si celi, magari, sotto le spoglie rassicuranti di un finto sviluppo economico.

Le piste del ghiacciaio dello Stelvio